Alcune storie possiedono un fascino così distinto e intricato che difficilmente si adattano perfettamente a qualsiasi genere. Questo è il caso del film poliziesco musicale di Jacques Audiard, 'Emilia Perez', che sfida ogni categorizzazione ed è davvero unico nel suo genere. Il film è incentrato su Rita Mora Castro, un'avvocatessa che viene convocata da un potente leader del cartello per chiedere il suo aiuto con una procedura chirurgica di affermazione del genere. Il boss del cartello, che adotta il nome Emilia Pérez, ha anche una famiglia - una moglie di nome Jessi e dei figli - alla quale desidera assicurarsi una nuova vita in Svizzera.
Ciò che si svolge nel film in lingua spagnola è allo stesso tempo profondo e discreto, trascinando il pubblico in un panorama emotivo che permane a lungo. Cattura il desiderio di Emilia di riconnettersi con i suoi figli e fino a che punto Rita si impegna ad aiutare, convincendo Jessi che Emilia, ora presentata come cugina di suo marito, vuole sostenere la famiglia. Emilia si trova a un bivio che cambia la vita; un tempo spietato leader del cartello, ora cerca conforto nella vita familiare e domestica. Questa trasformazione si estende oltre l'esterno; la sua intera identità cambia mentre abbraccia una versione diversa di se stessa. Immerge gli spettatori in un viaggio fantastico, ma i suoi temi risuonano con le complessità del mondo reale, affrontando questioni potenti come l'identità, la famiglia e la redenzione.
Sebbene 'Emilia Perez' sia di fantasia, la storia della sua concezione è intrigante. Durante il lockdown dovuto al COVID-19, Jacques Audiard ha trovato ispirazione leggendo il romanzo Écoute di Boris Razon del 2018. Una parte particolare del romanzo lo ha colpito: l'idea di un leader del cartello che opta per chirurgia di affermazione di genere. Questo concetto ha affascinato il regista e inizialmente lo ha immaginato come un libretto d'opera, con l'intenzione di esprimerlo attraverso una lente musicale e teatrale. Col tempo, però, l'idea si è evoluta e ha collaborato con gli scrittori Thomas Bidegain e Nicolas Livecchi per trasformarla in una sceneggiatura.

Una delle sfide principali per i creatori è stata trovare l'attore giusto per incarnare il complesso ruolo di Emilia. Dopo una lunga ricerca, Jacques Audiard ha scoperto Karla Sofía Gascón, il cui background sembrava fatto su misura per il personaggio. Conosciuta per il suo lavoro nelle telenovelas, Gascón ha effettuato la transizione nel 2018, con sua moglie e sua figlia che le hanno fornito un sostegno costante durante tutto il suo viaggio. Le sue esperienze di vita hanno portato una profonda autenticità in Emilia, trasformando il ruolo da un'idea concettuale in un personaggio profondamente risonante e credibile.
In numerose interviste, Karla Sofía Gascón ha raccontato come la sua relazione con Jacques Audiard sia diventata qualcosa di unico e profondo nonostante la barriera linguistica. Gli ha parlato delle sue esperienze personali e delle sue sfide fisiche, mentali ed emotive durante il suo viaggio. Il regista ha prestato molta attenzione alle sue storie, permettendo loro di influenzare la direzione del personaggio di Emilia. Le intuizioni di Gascón hanno avuto un tale impatto che una scena particolare, originariamente sceneggiata per mostrare Emilia in preda a una rabbia violenta, è stata ripensata. Invece di una rabbia esplosiva, Audiard ha adattato la scena per catturare una rabbia più silenziosa e ribollente nata da un profondo dolore personale piuttosto che dalla pura furia.

Uno dei contributi di maggior impatto di Gascón al ritratto di Emilia è stata la sua forte convinzione che lo stesso attore dovesse interpretare Emilia sia prima che dopo la sua transizione. Questa decisione ha aggiunto profondità all’autenticità del film, allineandosi alle esperienze personali di Gascón e alla comprensione dell’identità di genere. Accettare questa duplice rappresentazione è stato un impegno impegnativo per Gascón, poiché le ha richiesto di incarnare due versioni molto diverse di Emilia: fisicamente, emotivamente e psicologicamente. Ha aggiustato meticolosamente la sua voce, ha esplorato un’ampia gamma emotiva e ha catturato un arco narrativo complesso che rispecchiava la trasformazione personale di Emilia.
Parlando del suo ruolo, lei disse , “Tutti gli esseri umani hanno l'oscurità e la luce, e il film parla della transizione dall'una all'altra. Attraverso questo film ho capito che gli uomini hanno più libertà fisicamente ma sono più limitati mentalmente. E le donne hanno più limitazioni fisiche ma sono molto più libere mentalmente”. Ha detto che è stata in grado di apportare così tanto al ruolo a causa delle difficoltà e dei disordini che aveva vissuto. Sentiva che se il ruolo le fosse arrivato 20 anni fa, non sarebbe stata in grado di rendere la giustizia che avrebbe potuto rendere a 52 anni.
Il film si spinge oltre i confini nel rappresentare le comunità emarginate e nell'esplorare autenticamente le loro storie, aprendo la strada a rappresentazioni più sfumate e veritiere sullo schermo. L’impatto del film ha suscitato un significativo dibattito pubblico, in particolare dopo la sua proiezione a Cannes nel 2024. Il post di un politico francese su X (ex Twitter) includeva un commento controverso che può essere liberamente tradotto in: “Quindi un uomo ha vinto il premio come migliore attrice”. Gascón ha risposto intentando una causa, sostenendo “insulto sessista dovuto alla propria identità di genere”. La sua azione legale sottolinea la presa di posizione a favore della propria identità e della più ampia comunità transgender, evidenziando le sfide e i pregiudizi continui che i gruppi emarginati devono affrontare, anche in contesti destinati a celebrare l’espressione artistica.

L’ambientazione fiabesca e fantasy del film potrebbe inizialmente sembrare un luogo improbabile per affrontare la dura realtà, ma i creatori hanno abilmente intrecciato temi autentici e crudi con un tocco premuroso. Questo approccio di “flessione del genere” collega uno sfondo stravagante con esperienze profondamente umane, consentendo alla narrazione di oscillare tra realismo magico e crude verità su genere, identità e trasformazione personale. Utilizzando uno stile fantastico, il film invita il pubblico a riflettere su complesse questioni sociali all’interno di un mondo visivamente accattivante e onirico, rendendo i messaggi sottostanti ancora più d’impatto.